Chi sono

Blogger: Sanjilops
Nome: Davide
Un esistenzial-comunista semianarchico. Un idiota. Un vigliacco. Un perdente. Schifato dal mondo e da me stesso, solo la ragione (leggi: viltà) mi trattiene da raptus di insana violenza verso l'uno e l'altro. E tu che cazzo vuoi, pensi di essere meglio di me?



Maybe it’s too late for an intellectual debate,
but a residue of confusion remains.

Changing with the times,
and developmentally tortured minds
are the average citizen's sources of pain.

Tell me what we’re fighting for—
I don’t remember anymore,
only temporary reprieve

And the world might cease
if we fail to tame the beast
from the faith that you release
comes an atheist peace.

Atheist peace.

Political forces rent
bitter cold winds of discontent
and the modern age emerged triumphantly.
But now it seems we've stalled
And it’s time to de-evolve
and relive the dark chapters of history

Tell me what we’re fighting for—
No progress ever came from war,
only a false sense of increase

and the world won’t wait
for the truth upon a plate
but we’re ready now to feast on an atheist peace.

Atheist peace
BAD RELIGION



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sabato, 30 giugno 2007

Lezione di filosofia.

"(...). Quindi l'insegnamento di Lacan é che vivere secondo i desideri non vi renderá mai felici. Per essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quanto desideravate, ma in base ai piccoli momenti di integritá, compassione, razionalitá, a volte anche di sacrificio. Perché alla fine, se vogliamo davvero misurare il significato della nostra vita, dobbiamo dare valore alla vita degli altri".

The life of David Gale.

Vi consiglio vivamente questo film, l'avró visto decine di volte. La storia é avvicente, ottimi gli attori, la colonna sonora e la regia. Ma soprattutto i dialoghi meritano di essere ascoltati all'infinito.

domenica, 24 giugno 2007

Summa Summarum.

A volte temo di essere ripetitivo, ma non sempre i messaggi vengono recepiti.

Avrei voluto scrivere qualche recensione musicale, ho ascoltato parecchia roba nuova nelle ultime settimane, ma questo blog non si occupa principalmente di musica e quindi ecco qualcosa di piú attinente:

"Sono sempre stato abituato a riflettere, criticare, mettere in discussione. Col passare del tempo sono giunto a conclusioni né facili né comode, le ho messe nuovamente in discussione ed alla fine alcune di esse sono divenute per me convinzioni. Non m'interessa cercare il senso della vita perché sono le azioni che compiamo che danno un senso alla vita stessa, non credo che tutto sia giá scritto, non credo nel destino, non credo in divinitá di sorta. Sono padrone della mia vita e rispondo alla mia coscienza ed alla mia morale individuale. Ció non significa che io mi senta libero: nel momento stesso in cui vedo altri individui, intere societá, prigioniere di dogmi e schemi prefabbricati, catene mentali e muri concreti mi rendo conto che la mia ribellione individuale non basta. Non posso essere libero in un mondo che non lo é, non posso e non voglio isolarmi come un eremita. Per questo le mie idee non le tengo per me, chiamatela pure propaganda, forse é proprio di questo che si tratta. Per essere veramente libero ho bisogno che anche gli altri lo siano. Da un altro punto di vista, dal momento in cui conosco il funzionamento del sistema nel quale vivo, potrei anche adattarmici. Scalare, calpestare gli altri, giocando sporco o secondo le regole. Sí, sono un semplice lavoratore, ma molti ce l'hanno fatta partendo dal basso; sono un maschio europeo bianco, ho vantaggi e privilegi che miliardi di esseri umani si sognano e potrei fregarmene di tutti loro, potrei puntare ad avere qualcosa di materiale pensando solo ai cazzi miei. L'unico problema é che non lo voglio, nemmeno la piú minuscola parte di me lo vuole. Quello che voglio é l'abbattimento degli attuali sistemi di sfruttamento, repressione, schiavitú e prevaricazione. Voglio che ci si lasci alle spalle dogmi e credenze, che ognuno riconosca la propria individualitá e creda in se stesso. Ho una certezza su tutte: nessuna vera rivoluzione puó arrivare dall'alto, nessuna vera rivoluzione puó prescindere dalla consapevolezza delle masse. Ecco uno dei motivi per i quali scrivo qui. Sarebbe piú semplice se volessi la casa al mare ed il Mercedes decapottabile."

Chiaro?

venerdì, 22 giugno 2007

Mayflower

"Quando li vidi la prima volta, pensai che fossero dei selvaggi"
Tisquantum della tribù Patuxet sui coloni europei

- Non li sopporto!

Come ogni sera il vecchio Nosh brontolava durante la cena, e come ogni sera il figlio Nootau gli chiese:
 - Chi non sopporti?
Ma sapeva già la risposta. - Quegli stranieri, disse. Quei bianchi del cazzo.
Nootau finse di sospirare: - Ancora? Quando la smetterai con questa storia?
E fece la solita domanda, quella domanda che non avrebbe mai fatto se davvero non avesse avuto voglia di litigare, almeno quanto il padre (ma non l'avrebbe ammesso mai).
- Si può sapere che t'hanno fatto, quei poveracci?
Nosh s'impettì gonfiandosi d'indignazione, o della filippica che aveva dentro e non vedeva l'ora di uscire.
- Ma quali poveracci?! Ma se stanno meglio di noi, con tutta la roba che gli regaliamo! Mais, pesce, tacchini! Noi lavoriamo e loro mangiano, mangiano e dormono, quei parassiti!
- Ma che dici? Anche loro lavorano, coltivano e tutto quanto!
- Sì, come no. Ma se ciondolano tutto il giorno! Anche oggi ho portato due bianchi allo scoglio e gli ho spiegato come pescare le anguille, gli ho chiesto se avevano capito e loro "ies ies, kapito"; sono ripassato dopo due ore e li ho ritrovati a leggere quel loro libro e non fare un cazzo come sempre. Non avevano neanche provato a immergere le mani, erano belli asciutti! E sai cos'hanno avuto il coraggio di chiedermi? Di pescargliele io perché loro non erano capaci!
- Sei un esagerato. Quando hanno il libro in mano è perché pregano. E comunque non sono tutti sfaticati, solo alcuni.
- Eh certo, solo alcuni, solo quelli che conosco io, guarda un po'! Quegli altri con la voglia di lavorare io non li incontro mai!
- Ma zitto, come se tra noi Wopanaak¹ non ci fosse neanche un fannullone!
- Certo che c'è. Però un Wopanaak che non lavora non mangia, quelli invece oziano tutto il giorno e mangiano più di noi!
- Sì, più di noi, adesso... Ma non ti ricordi quando arrivarono dopo aver attraversato il mare, come erano stremati, ammalati... La loro barca era piena di morti... Senza di noi nessuno di loro sarebbe sopravvissuto all'inverno. Non ti fanno nemmeno un po' di pietà?
Il vecchio rimase interdetto, poi riprese con enfasi: - Allora certo che mi fecero pietà! Ma adesso che li conosco bene...
- Ma che conosci bene!
Nosh si arrabbiò: - Di certo li conosco meglio di te, che non hai mai a che fare con loro, dici tante belle parole e non guardi in faccia la realtà. Sono pigri, violenti, fanatici religiosi, ladri!...
- Ladri?!
- Ladri! Rubano il bestiame! Me l'ha detto Etlelooaat!
- Ah, te l'hanno detto! E meno male che li conoscevi! Ora tiri fuori le dicerie di quell'altro vecchio stronzo!
Il vecchio Nosh impallidì, poi sbottò con un cenno di stizza e uscì dalla wetu² per dar mostra di dover sbollire l'ira. Nootau rimase seduto e riprese a mangiare, masticando i fagioli con rabbia.
A quel punto solitamente era Nadie, la madre di Nootau, ad intervenire per riappacificarli. Non capivano come ci riuscisse, ma le bastavano poche parole per farli risedere e terminare la cena, come se nulla fosse successo. Ora entrambi ne avvertirono dolorosamente la mancanza; Nootau sapeva che il padre sfogava sugli stranieri la sofferenza per la morte della moglie. Sospirando, uscì e strinse la mano di Nosh per chiedergli scusa. Rimasero in silenzio tutta la sera.

La mattina dopo Nootau vide che Etlelooaat stava di nuovo a predicare in mezzo al villaggio, circondato da una dozzina di persone divisa più o meno equamente tra sostenitori e contrari. A quanto pare c'era stato un furto durante la notte. Si avvicinò ad un suo amico che era nel pubblico.
- ... Sappiamo tutti chi ha rubato i tacchini di Machk stanotte! Chi altri poteva essere?
- Tu, gridò Nootau. Il suo amico e altri due risero.
Impassibile, l'anziano Etlelooaat tacque e fissò Nootau, il quale resse lo sguardo.
- Nootau, perché mi dileggi? Perché difendi quegli animali?
- Saggio Etlelooaat, continui a chiamarli animali e ad additarli solo perché sono diversi, perché sono stranieri. Ma...
- Nootau, sono loro a comportarsi da diversi, a vivere come bestie. Io mi limito a constatare ciò che vedo. E vedo dei fanatici che opprimono le donne, le costringono a coprirsi tutto il corpo, le picchiano, le impiccano se vanno con un uomo prima di sposarsi.
- Anche noi lo facevamo, una volta...
- Hai detto bene, piccolo Nootau! Una volta! Ma ora ci siamo evoluti, ci siamo civilizzati, al contrario di quegli animali laggiù! Noi abbiamo la parità, le nostre donne possono anche diventare sachem³, le loro donne non possono neanche uscire di casa!
- La fai troppo semplice...
- Vengono qui e tentano di convertirci alla loro assurda religione! Disprezzano i nostri idoli! Prendono i nostri giovani in disparte insegnandogli che la Verità è la loro! Perché noi dobbiamo essere tolleranti se loro non lo sono con noi!
Nootau, in difficoltà, gridò: - Ma non vedi che li usi come capro espiatorio come se fossero la causa di tutti i problemi! Che c'entra questo con i furti di tacchini?!
- C'entra, rispose solennemente il vecchio. C'entra perché loro non rispettano nessuna delle nostre usanze. Anzi, pretendono che noi ci adattiamo alle loro. Vivono in disparte, nella loro colonia che è come un mondo a sé. E non vogliono saperne di integrarsi, di adattarsi alle leggi del luogo in cui si trovano. Si sono stanziati lì da anni e non si sono mai spostati per lasciare la terra libera per la coltura! Qui vige il nomadismo, cazzo! Se vogliono vivere qui devono diventare nomadi anche loro!
Nootau impallidì, non sapendo cosa rispondere. Si accorse che anche Nosh era nel pubblico e che lo guardava: quando i loro occhi s'incrociarono, il vecchio si voltò.
Ormai trionfante, Etlelooaat, rivolgendosi agli altri più che al ragazzo, disse: - Nootau, tu sei un bravo giovane ed io ammiro la tua tolleranza, che è tipica della bontà del nostro popolo. Ma di fronte ai soprusi di questa gente, la bontà diventa debolezza. Continuiamo ad accogliere chiunque arrivi qui dal mare, anzi aiutiamoli come quell'imbecille di Tisquantum, e vedrete che presto saremo tutti spazzati via! Cacciati dalle nostre terre! Sterminati! Tutto il continente cadrà in mano ai bianchi e diventerà una nuova Europa puritana!
Nootau scosse la testa. - Questo è matto, mormorò, più a sé stesso che agli altri.


1) Abitanti originari del'odierno Massachussets, noti anche come Wampanoag
2) Capanna
3) Capo tribù, o persona influente nella comunità
postato da: Sanjilops alle ore 13:59 | link | commenti (15)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, racconti, odio, leggeri
martedì, 19 giugno 2007

VIII. Divino Amore

Dio ama tutti gli esseri umani, incondizionatamente.
Anche i criminali di guerra. Anche i tiranni. Anche gli sfruttatori, i mercanti di schiavi. Tutti i peggiori nemici dell'umanità rimasti impuniti. Anche Hitler.
Anche loro sono figli di dio, frutto dell'amore infinito che ha generato il mondo e tutti gli uomini.

No, dio non ama tutti gli esseri umani, solo alcuni. Solo quelli che seguono la sua legge.
Ma dio è eterno, vede oltre il tempo. Quando ci crea sa già cosa faremo nella vita. Sa già quali seguiranno la sua legge e quali no. Sa già quali (e quanti!) vivranno senza nemmeno conoscere la sua legge - quella vera , qualunque essa sia tra le migliaia che infestano il mondo.
Ci ha creati per guardarci infrangere i suoi precetti; ci ha creati per poterci dannare.

Che sia vera la prima o la seconda ipotesi, in entrambi i casi è meglio - molto meglio che dio non esista.

Ci vediamo all'inferno.

postato da: Sanjilops alle ore 18:34 | link | commenti (7)
categorie: pensieri, riflessioni, odio, ateismoferoce

Ribellione vs. accettazione

-" Secondo lei, per quale motivo Truman non é mai riuscito a scoprire la vera natura del mondo in cui é vissuto finora?"

-" Noi accettiamo la realtá del mondo cosí come si presenta, é molto semplice".

( The Truman Show ).

In parte é questo il problema. Le cose che ci vengono insegnate fin da bambini sono per noi veritá indiscutibili, abbiamo sempre un'autoritá ( genitori, insegnanti, personaggi famosi... ) che consideriamo fonte di conoscenza ed informazioni che non abbiamo bisogno di verificare. Solo quando iniziamo un percorso di ricerca autonomo delle veritá ci sleghiamo da questo meccanismo. Ci vengono insegnati concetti come Dio, lavoro, Patria, democrazia rappresentativa, famiglia tradizionale e noi li difendiamo senza seguire una logica apparente. Solo mettendo in discussione la realtá per come ci viene presentata possiamo avviare un processo rivoluzionario, verificando le nostre conoscenze in modo empirico e bruciando i dogmi con il fuoco della logica. Altrimenti, se non critichiamo la sostanza delle cose ma solo la loro forma, saremo destinati ad un'eterna riforma dello stato di cose presente, senza mai avviare effettivi cambiamenti. Molti hanno paura di rinunciare a concetti e valori dati per scontati, preferiscono rannicchiarsi come nel grembo materno perché la Tradizione é ció che ci protegge dall' Ignoto. Ma presto o tardi il salto nel vuoto diverrá per molti una necessitá vitale.  

postato da: EsIstEgal alle ore 15:32 | link | commenti (7)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni
domenica, 17 giugno 2007

Heaven Shall Burn

Ogni tanto non scrivo non perché mi manchino le idee, quanto perché le idee sono davvero troppe, non riesco a concentrare l'attenzione su una di esse in particolare ed alla fine non scrivo proprio nulla. Avrei potuto parlare dei capolavori cinematografici creati apposta per spiegare ai padri assenti e distratti come riallacciare un rapporto con il figlio adolescente- mi riferisco alle due pietre miliari  che sono "La guerra dei mondi" e "The day after tomorrow", pellicole che presto mi faranno riscoprire il piacere di leggere un buon libro piuttosto che sprecare tempo a guardare solenni cagate costate miliardi di dollari. Avrei potuto scrivere il mio terzo capitolo della rubrica "Anch'io odio" che riguarda stavolta il patriottismo ed i diversi concetti di nazionalismo, ma prima vorrei trattare il tema "Militarismo", quindi ci sará da attendere. Se il mio vecchio blog fosse ancora aperto avrei certo parecchio materiale da buttarci dentro, ma ora scrivo qui e con i pochio neuroni che sono rimasti ancora attivi nel mio cervello devo concentrarmi nel trattare tematiche serie. A cosa stavo pensando quando ho iniziato questo post? Ah, al significato del nome della band "Heaven Shall Burn"... beh, ecco la mia interpretazione: "Il Paradiso deve bruciare, e brucierá perché esso é la metafora di ció che alcuni ci chiedono in vita, ovvero sacrificarci oggi per poter vedere il Paradiso domani, avere pace dopo la morte. Noi diciamo invece che bisogna lottare oggi per trionfare domani, trionfare sui dogmatismi, sull'oppressione e sui governi assassini che ci vogliono in catene sia fisicamente che mentalmente. Non taceremo di fronte alle ingiustizie, non ci faremo reprimere con facilitá e per prima cosa distruggeremo le vostre false icone, i vostri idoli che servono solo a mascherare il vero volto delle vostre azioni." In realtá ho la netta sensazione che tutto ció, mia personalissima interpretazione, non abbia un cazzo a che vedere col nome di questa metalcore band tedesca. Intanto beccatevo l'ottimo video e sappiate che dal vivo gli HSB non sono meno devastanti che in queste immagini.

http://youtube.com/watch?v=4AfiN2RmZcU

venerdì, 15 giugno 2007

Constatazione

Anche l'ateismo può diventare una religione. Una fede il cui oggetto è l'inesistenza di dio.
Ma che dio non esista, non è un'opinione, e nemmeno una certezza: è una pura constatazione.

V
La nozione dell'esistenza di una divinità viene appresa dagli altri (generalmente dagli adulti, durante l'infanzia).
Nessuno che non abbia sentito parlare di dio può crederci. Nessuno può sapere, sospettare, pensare che possa esistere un dio. Nessuno può porsi il problema dell'esistenza di qualcosa che non conosce.
Per ogni persona dio esiste soltanto dopo che ne ha sentito parlare. Esiste solo nelle parole.
È un'idea.

VI
L'esistenza è legata unicamente alla fisicità. Un oggetto esiste se è presente sul piano reale; un fenomeno esiste se si manifesta su oggetti materiali.
Anche un'idea, un pensiero, un concetto astratto esiste: è reale dal momento in cui si manifesta nella mente, oltre che fisicamente in forma di segni (parole, lettere, immagini...)
Ma un pensiero non ha nulla da spartire con l'esistenza dell'oggetto del pensiero stesso. Io posso pensare ad un cane a tre teste, senza che questo sia reale.
Secondo la visione di alcune religioni, dio non ha una presenza fisica, nè una forma materiale; esiste soltanto nella dimensione del pensiero. Dunque esiste il concetto di dio, ma a tale concetto non corrisponde un ente fisico. Questo equivale a dire che dio non esiste.

VII
Nessuno crede davvero in dio. Anche i credenti più accesi, nel fondo delle loro coscienze sono consapevoli di recitare, di fronte agli altri o a se stessi.
L'esistenza di una cosa reale non viene mai messa in discussione: semplicemente, se ne prende atto.
Invece l'esistenza di dio ha bisogno di essere continuamente ricordata ai fedeli, mediante riti periodici: riti in cui i sacerdoti elencano le sue opere e diffondono la sua legge. Ancora, ancora e ancora, ripetutamente, ciclicamente.
Le opere e la legge sono appunto le due forme in cui dio si presenta ai credenti: per questo le prediche dei sacerdoti hanno come scopo, tra i tanti, quello di riaccendere nella mente di fedeli il ricordo dell'esistenza di dio. Dal momento che, non avendo dio nulla a che fare con la loro vita, di solito essi tendono a scordarsene di nuovo appena terminata la cerimonia.
postato da: Sanjilops alle ore 17:05 | link | commenti (13)
categorie: pensieri, riflessioni, odio, ateismoferoce
martedì, 12 giugno 2007

La vostra soluzione é il problema.

Il vertice dei G8 si é concluso con quello che la stampa tedesca definisce un successo. A quanto pare lo charme e la volontá di ferro della cancelliera Angela Merkel avrebbero portato nella giusta direzione le scelte dei "grandi del pianeta". In particolare sono stati decisi nuovi stanziamenti per aiutare lo sviluppo in Africa, ma sono in molti ad essere scettici su queste misure. Il quotidiano "Die Welt" riporta in data 09/06/07 l'articolo dell'economista keniano James Shikwati, direttore dell' Inter Region Economic Network in Kenia. L'economista afferma che gli aiuti dei Paesi ricchi sono per il continente africano un danno piú che un beneficio. La ragione principale: governi dittatoriali che si impossessano di gran parte del denaro inviato come aiuto e lo utilizzano per acquistare armi che servono al supporto di suddetti governi. Shikwati scrive che gli aiuti economici espressi in questa forma fanno parte della vecchia politica postcoloniale e non aiutano certo lo sviluppo della democrazia in Africa,aumantano il livello di corruzione, impediscono di uscire dal circolo vizioso del dirigismo statale e quindi impediscono i tentativi di slegarsi da una logica di assistenzialismo. Eppure l'Africa possiede risorse naturali enormi, il 40% della potenziale produzione di energia idroelettrica a livello mondiale, diamanti, il 50% dell'oro, 90% del cobalto,50% del fosfato, 40% del platino, 7,5% del carbone e rispettivamente il 70% ed il 60 % di cacao e caffé. Eppure in un villaggio subsahariano chi vuole scavare un pozzo per l'acqua ha bisogno di una costosa licenza e se si acquista un trasformatore per l'energia elettrica il trasformatore stesso non appartiene all'acquirente ma alla societá energetica statale che oltretutto esige il pagamento della corrente.

Direi che fin qui il discorso non fa una piega, nulla da eccepire. Il problema é quando l'economista propone la sua soluzione: dice basta ai palliativi ed alle soluzioni a breve termine, dichiara che l'Africa é l'ultima frontiera degli investimenti ed afferma che il continente puó reggersi autonomamente con una politica di investimenti da parte dei Paesi occidentali che consenta lo sviluppo del capitalismo in maniera progressiva ed autonoma. Gli aiuti devono quindi essere indirizzati ad una crescita del mercato ed alla creazione di libere imprese e libero scambio col resto del mondo... un discorso del tipo "non diamo pesci agli africani ma insegnamogli a pescare" ( scusa Gesú per la citazione ). Il signor Shikwati mi stava quasi piacendo per il suo discorso critico e schietto, ma la sua proposta finale non é, a mio parere, altro che un nuovo problema. Il capitalismo é il problema: nell'epoca del colonialismo l'Africa era vista come terra di conquista e serbatoio di risorse per gli Stati europei, la creazione di un sistema di sfruttamento "proprio ed autonomo" di questo continente porterebbe i nuovi padroni, essi stessi africani, a sfruttare i propri connazionali in nome del libero mercato, del consumismo, dell'allineamento al trend dei paesi ricchi. Anche senza il capitale estero, anche senza il dirigismo statale, esisterá sempre una classe dominante all'interno del Paese stesso che si accaparrerá i mezzi di produzione e... beh, il resto giá lo possiamo immaginare. Senza contare un'altro piccolo dettaglio: se in tutto il mondo si raggiungesse lo stesso tenore di vita ( leggi: produzione, consumo, spreco ) dell' Occidente, il nostro pianeta non resisterebbe a lungo. A voi le conclusioni.

postato da: EsIstEgal alle ore 11:44 | link | commenti (7)
categorie: pensieri, riflessioni, divulgazione, capitalismo, impolitica

Lavoraccio

Per avvalorare la tesi del post precedente, ecco data e ora degli ultimi passaggi di alcuni film celebri sulle reti nazionali:

Fuori Orario
05/04/2005 ore 00.35 su Rete4

Animal House
13/05/2007 ore 2.30 su Italia1

Il Grande Dittatore
30/01/2005 ore 13.20 su Rai3

Tempi Moderni
18/03/2007 ore 2.15 su La7

Seven
26/06/2003 in prima serata(?) su Rete4

Decameron
7/02/2004 ore 4.50 su Rai3

Uccellacci e Uccellini
15/04/2007 ore 1.45 su Rete4

Amarcord
03/04/2005 ore 23.00 su Rete4

C'eravamo Tanto Amati
20/06/2005 ore 21.00 su La7

La Sottile Linea Rossa
04/05/2004 ore 23.35 su Rete4

Trainspotting
01/11/2005 ore 1.50 su Italia1

Il Fascino Discreto della Borghesia
10/03/2007 ore 2.55 su Rai3

Quell'Oscuro Oggetto del Desiderio
18/01/2004 ore 3.40 su Rai3



E questi sono solo quelli che risultano sul database di mymovies.it: per molti altri l'ultima apparizione è così antica che addirittura precede l'apertura del sito (2002 circa)!!! E parliamo di Woody Allen, Pasolini, Chaplin, Kubrick, Montaldo, Bergman, Kurosawa, nonché di titoli cult come Pulp Fiction o Dal Tramonto All'Alba...

Ci sono anche film che vengono trattati decisamente meglio: quelli di Totò, di Fellini (tranne Amarcord... chissà perché?), di Sergio Leone, di Benigni... alcuni di Kubrick come 2001: Odissea Nello Spazio... ma nel complesso la situazione è desolante, a dir poco.

E attenzione: ci ho messo dentro anche opere leggere, tutt'altro che impegnative, come Seven o Animal House. Volete dirmi che Animal House farebbe meno ascolti di una qualsiasi delle cagate di commedia che trasmette Italia 1 il mercoledì sera?
Avessero almeno il problema di doverli comprare: ma ce li hanno già!!




venerdì, 08 giugno 2007

Odiens

Dicono che la televisione commerciale agisca soltanto a fini di audience, che trasmette soltanto spazzatura perché è ciò che la maggioranza degli spettatori vuole.
Ma pensandoci bene, io non credo.

Da anni la prima serata di Mediaset propone solo reality, fiction (di cui solo una piccola parte è destinata ad uno spettatore con un QI superiore a quello di una merda di piccione) e film squallidi di terz'ordine tipo "Piccola peste" ecc; tanto che l'ennesima replica di blockbuster come il "Signore degli anelli" o delle consunte pelicole di Aldo Giovanni e Giacomo viene pubblicizzata per giorni come un grande evento (e lo è, per certi versi). La Rai, dal canto suo, è ancora più comerciale di una tv commerciale e trasmette film solo ogni tanto, relegandoli quasi esclusivamente sul terzo canale (anche se ora, in estate, si intravede un miglioramento anche su rai uno).

Ma andando a guardare la programmazione in seconda serata, o a tarda notte, o la mattina presto, il panorama cambia radicalmente: un'abbondanza di film cult, classici o grandi classici, più o meno recenti. Ogni notte viene trasmesso almeno un capolavoro, se non due. Ad esempio stasera, alle 3 di notte, andrà in onda su raiuno "La notte di San Lorenzo" dei Taviani. Alla stessa ora, domenica scorsa, canale 5 ha trasmesso "Il dottor Stranamore". È stato questo a darmi l'ispirazione per il post.

Stasera alle 21 su Italia 1 andrà in onda
"Spymate", commedia canadese con una scimmia-agente segreto come protagonista. È il prototipo dei film che ogni mercoledì e sabato vengono trasmessi sul canale più seguito dai giovani.
Ma davvero film celeberrimi come "Il dottor Stranamore" in prima serata farebbero meno ascolti di schifezze sconosciute come "Spymate"?
Io non ci credo. Mi rifiuto di crederci.

E questo mi porta a pensare che le scelte di palinsesto non siano dettate puramente da esigenze di mercato.
Che dietro ci sia invece un disegno di abbrutimento, di spianamento intellettuale della popolazione.
Una linea editoriale che non mira a soddisfare i gusti degli spettatori, bensì a plasmarli.
Un progetto di isolamento culturale della maggioranza degli individui, che fin da bambini vengono assuefatti a certi schemi, certi linguaggi, certi modelli d'intrattenimento reiterati all'infinito, e allontanati da tutto ciò che potrebbe espandere la loro mente.

E credo che funzioni alla grande.


"Pronto pronto pronto
Stiam diventando tutti coglioni
Pronto pronto pronto
Con Berlusconi
E con la Rai"
Jannacci - Gaber
giovedì, 07 giugno 2007

Fair trade.

Quando si parla di coincidenze! Proprio poche ore dopo aver scritto il post su azione diretta e consumo critico ho beccato questo video:

http://www.youtube.com/watch?v=pOtNqDyyX2c

I Rise Against sono un'ottima punk band, ma non si tratta solo di musica. Di questo abbiamo bisogno mentre George W. Bullshit ed i suoi amichetti litigano intorno ad un tavolo arrampicandosi sugli specchi, abili come le mosche. E come le mosche bazzicano il letame.

lunedì, 04 giugno 2007

A good friend of ours said that if the same laws were applied to U.S. Presidents as were applied to the Nazi's after World War II, then every single one of 'em, every last rich white one of 'em from Truman on would have been hung to death, and shot. And this current administration is no exception. They should be hung, and tried, and shot. As any war criminal should be. But the challenges that we face, they go way beyond administrations. Way beyond elections. Way Beyond every four years of pulling levers. Way beyond that, because this whole rotten system has become so vicious and cruel, that in order to sustain itself, it needs to destroy entire countries, and profit from their reconstruction, in order to survive, and that's not a system that changes every four years, it's a system that we have to break down generation after generation after generation after generation after generation. WAKE UP!
Zach De La Rocha (RATM), 29/4/2007

Azione diretta.

Quando fai la spesa scegli. Che ti piaccia o no, l'acquisto di un prodotto porta una reazione a catena che influisce sulla vita di molte persone. Hai dei valori? Delle convinzioni? Credi che delegando la tua opinione agli "esperti" di questo o quel settore le cose possano andare per il verso giusto? Beh, ti sbagli! Solo agendo direttamente secondo i tuoi princípi puoi cambiare le cose.

http://it.wikipedia.org/wiki/Commercio_equo_e_solidale

Questo é solo l'inizio... Per chi non accetta passivamente un mondo gestito dalle multinazionali, dove lo sfruttamento e la miseria di milioni di persone sono visti come un semplice "effetto collaterale" del tutto accettabile.

http://www.commercioequo.org/

Nell'economia capitalista i consumatori hanno un grande potere, ma spesso non lo sanno. Non é mai troppo tardi per scegliere, agire direttamente per sabotare i meccanismi perversi ed i circoli viziosi di una societá ingiusta. Informatevi... sempre che abbiate una coscienza.

sabato, 02 giugno 2007

G8 in Germania.

"Make capitalism history".

Le forze dell'ordine hanno costruito un muro con blocchi di cemento, reti metalliche e filo spinato. La popolazione locale ha paura, o perlomeno gli intervistati ( ben selezionati, scommetterei ). Giá ad Amburgo i dimostranti anti-G8 si erano scontrati con la polizia quando gli agenti avevano fatto irruzione il mese scorso in alcuni centri sociali sequestrando computer, arredi e materiale vario con il pretesto della "prevenzione del terrorismo". Ma le idee non si possono fermare: "You can kill the protester, but you can't kill the protest", come direbbero gli Anti Flag. In vista dell'incontro dei G8 ad Heiligendamm ( Rostock ) tutto é pronto, l'organizzazione é sfavillante a dir poco, ma ci saranno anche i guastafeste:

Oggi sono attesi 100.000 dimostranti NO GLOBAL nei pressi della cittá, questo é solo l'inizio. Il 6 Giugno inizierá ufficialmente l'incontro dei piú potenti tra i potenti della Terra, sappiamo bene che fare pressioni con concerti alla Bono Vox non serve, se non ai musicisti stessi che hanno un notevole ritorno d'immagine. Forse nulla serve dal momento in cui i sistemi, gli Stati, la repressione rimangono in piedi, ma questo non vuol dire che si debba rimanere tutti a casa al posto di scendere in piazza o che si debbano addirittura temere persone che manifestano per sacrosante rivendicazioni. Io non temo nessun dimostrante NO GLOBAL, temo piuttosto che le cose non cambino. Non ho paura della violenza, solamente non voglio che venga usata nel modo e nel momento sbagliato. Non c'é bisogno di abbassarsi al livello dei servi dei padroni per far valere le proprie ragioni.

Buona protesta... in attesa di qualcosa di piú grande.

venerdì, 01 giugno 2007

Non e solo che non avete palle, ma avete una grandissima figa in qualle nella storia vi hanno sempre scopati tutti quanti. Siette fige di merda, spaventate della vostra ombra, e sto morendo dalle risate a vedere questi messaggi perche vi imagino come tremate mentre scrivete queste cazzate.
Comunque non sono albanese, sono un extracomunitario(non importa di dove) e sono orgoglioso di esserlo. Almeno non apartengo ai bastardi leccaculo americani come voi italiani di merda senza identita. Non ce il popolo in tutta pianeta che ha leccato cosi tanto culo quanto voi "orgogliosi italiani",
A Hitler, A Americani nel anni 40, ai americani di adesso, dai fige di merda non avete il vostro IO!!!!!???
Vivete con la mamma fino a 40 anni e logico che vi crescono le tete e che cazzo vi serve solo a piscare.
Anche dal vostri messaggi sento solo spavento, non e il oddio, e il spavento, a casa vostra siete spaventati come uccelini, ma non per colpa di vostri governi ma per la colpa della vostra mentalita vigliacchia.
Percio non ve la predndete con extracomunitari, e colpa della vostra mamma che siette poveri idioti ricoglioniti!!!
Gente cativa pou essere chiunque, e solo perche avete passaporto italiano non vuol dire un cazzo, anzi, vuol dire che per la diferenza di tantti altri avete avuto la possibilita di crescere e studiare e imparare qualcosa e invece siette delle bestie con le idee preistoriche, grazie ai vostri genitori degenerati inapaci di darvi una educazione decente. Puzzate di marcio, sento la puzza di ignoranza tramite computer. Italiani di merda, popolo vigliacho di merda, leccaculo, oportunisti, falsi figli di troia, andate a fare in culo voi e vostra terra di merda. Io non sto in Italia, mi sono rotto i coglioni e sono tornato a casa mia. Sto bene e voglio che torni piu gente possibile a costruire e lavorare qui........non a servire voi figli di puttana, sfrutatori di merda, consumatori di sesso minorile, puttane e tutto quello che ha le gambe.
Trombate vi tra di voi brutti vermi vigliacchi, anzi continuate a fare le sege, che quello e la carateristica italiana piu conosciuta in mondo, segaioli di merda!


Su un forum trovato cercando "zingari merda".
Un troll extracomunitario su un forum razzista (caccialadro.it). Godo!!!
postato da: Sanjilops alle ore 11:56 | link | commenti (13)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, odio

Studio. Esame. Addio.
postato da: Sanjilops alle ore 11:18 | link | commenti (5)
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Superiorità

L'antirazzismo democratico è ipocrita. Perché teme di affrontare il discorso della diseguaglianza tra le razze.
E chi non si pone mai domande non può essere nel giusto.

Io non credo che 35 millenni siano sufficienti per un'evoluzione significativa delle potenzialità mentali umane, specie considerando che non c'è stata una forte pressione selettiva in tal senso; e non credo che la "razza europea" - ammesso che esista - sia intellettualmente superiore alle altre (anzi, semmai il contrario: ci siamo imbastarditi con i Neanderthal...).

Ma supponiamo che venga fuori che è vero, che si rinvenga la prova scientifica ed inconfutabile di questa superiorità caucasica ariana.
Che facciamo, andiamo dai razzisti e gli chiediamo scusa?

Un dislivello di capacità intellettive, anche abissale, giustificherebbe forse la schiavitù, le conquiste, il colonialismo, lo sfruttamento, il dominio imperialista, i pogrom, gli apartheid, i genocidi?
Evidentemente, secondo quelli che non si pongono il problema, sì.
postato da: Sanjilops alle ore 10:57 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, riflessioni, odio

ODIO 10 - Tu odi me, io odio te

Vi fanno schifo?
Vi piace gridare "a morte a morte", "bruciamoli"?
Li disprezzate senza nemmeno conoscerli, in blocco?
Li odiate?
Mi odiate?

Benissimo. Allora facciamo così: rendiamoci riconoscibili gli uni agli altri.
Un adesivo, una spilla, un tatuaggio, un segno distintivo qualunque per segnalare la propria appartenenza a quelli oppure a quegli altri.
Cosicché, quando incontrerò qualcuno di voi che ha bisogno di aiuto, qualcuno ferito o colpito da infarto, qualcuno a cui potrei salvare la vita
gli sputerò in faccia e lo lascerò crepare come merita!
E griderò: "VAI! UNO DI MENO!!!"
postato da: Sanjilops alle ore 10:55 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, riflessioni, odio


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